Storia dell'Ospedale delle Bambole

 
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Un'antica tradizione

Nel dopoguerra, le attività riprendono a pieno regime e in questo clima di risveglio si forma Luigi Grassi, figlio di Michele, che apprende alacremente dai genitori le tecniche e i segreti che deve padroneggiare chi lavora in una bottega così speciale. Divenuto responsabile dell’esercizio, Luigi Grassi dimostra che la sua è vera passione coniugata al lavoro. Inizia a collezionare statue di santi, bambole rare e pastori, arricchendo le acquisizioni che aveva ricevuto in eredità dal padre. Commesse di prestigio, inoltre, ne affermano la fama di restauratore sul territorio. La sua sensibilità e calore umano gli permettono d’instaurare un tenero rapporto con le piccole clienti che portano le loro compagne di gioco in riparazione; per loro, veste i panni di un vero dottore inventando storie meravigliose e fantastici medicamenti, comportandosi come se le bambole fossero davvero vive perché è così che vengono percepite dalle bambine e in tal modo lui le tratta.

Luigi ha rallegrato centinaia di piccoli e grandi, che con amore hanno conservato un giocattolo da riparare. Amore ricambiato dalla cura di Luigi che ha sempre considerato i suoi “pazienti” non come oggetti d’arte, semplici giocattoli o pezzi d’antiquariato ma come “frammenti di vita”.
Ad una signora di Milano, inviò la fotografia della sua bambola ritratta insieme ad altre bambole, affinchè sapesse “che non era sola e che stava bene”… Luigi ripeteva sempre che “ogni bambola ha un’anima che puoi vedere soltanto attraverso la macchina fotografica”.
Sul nostro sito le immagini hanno un valore fondamentale: farti sentire l’anima, l’atmosfera unica dell’Ospedale delle Bambole.

La creatività che scorre nelle vene di questa famiglia, continua a dare i suoi frutti con Tiziana, figlia di Luigi, quarta generazione, che con la stessa passione e dedizione del padre, dei nonni e del bisnonno cura “pazienti” provenienti da tutto il mondo.

 
 

Storia dell'Ospedale delle Bambole

 
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Un'antica tradizione

Nel dopoguerra, le attività riprendono a pieno regime e in questo clima di risveglio si forma Luigi Grassi, figlio di Michele, che apprende alacremente dai genitori le tecniche e i segreti che deve padroneggiare chi lavora in una bottega così speciale. Divenuto responsabile dell’esercizio, Luigi Grassi dimostra che la sua è vera passione coniugata al lavoro. Inizia a collezionare statue di santi, bambole rare e pastori, arricchendo le acquisizioni che aveva ricevuto in eredità dal padre. Commesse di prestigio, inoltre, ne affermano la fama di restauratore sul territorio. La sua sensibilità e calore umano gli permettono d’instaurare un tenero rapporto con le piccole clienti che portano le loro compagne di gioco in riparazione; per loro, veste i panni di un vero dottore inventando storie meravigliose e fantastici medicamenti, comportandosi come se le bambole fossero davvero vive perché è così che vengono percepite dalle bambine e in tal modo lui le tratta.

Luigi ha rallegrato centinaia di piccoli e grandi, che con amore hanno conservato un giocattolo da riparare. Amore ricambiato dalla cura di Luigi che ha sempre considerato i suoi “pazienti” non come oggetti d’arte, semplici giocattoli o pezzi d’antiquariato ma come “frammenti di vita”.
Ad una signora di Milano, inviò la fotografia della sua bambola ritratta insieme ad altre bambole, affinchè sapesse “che non era sola e che stava bene”… Luigi ripeteva sempre che “ogni bambola ha un’anima che puoi vedere soltanto attraverso la macchina fotografica”.
Sul nostro sito le immagini hanno un valore fondamentale: farti sentire l’anima, l’atmosfera unica dell’Ospedale delle Bambole.

La creatività che scorre nelle vene di questa famiglia, continua a dare i suoi frutti con Tiziana, figlia di Luigi, quarta generazione, che con la stessa passione e dedizione del padre, dei nonni e del bisnonno cura “pazienti” provenienti da tutto il mondo.